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martedì 23 luglio 2013

Una bella domenica

Domenica abbiamo trascorso una bella giornata assieme ai nostri amici Lorena, Patrik, Sandro e Vittorino.
Un pranzetto tutto sardo con "Malloreddus a sa Campidanesa" (la salsiccia era veneta quindi ho profumato il sugo con qualche seme di finocchio), maialetto arrosto, pomodori e cetrioli dell'orto e un contornino di zucchine crude tagliate sottili condite con aceto balsamico, olio d'oliva e scaglie di grana.
Come dessert il gelato che ho preparato sabato: fior di latte e crema.

Patrik e Lorena e la dolce Happy si sono fermati con noi per tutto il pomeriggio e per cena e, mentre noi signore guardavamo le due finali di tennis al fresco in casa, i due maschietti sono andati prima a tagliare la lavanda che i ragazzi hanno davanti alla loro bella casa e poi sono andati in scantinato a estrarre l'olio essenziale con uno strano ma ingegnoso trabicolo messo a punto da Mirko e mio suocero.
Ecco la lavanda......uno spettacolo e ricca di olio! La nostra, a parità di peso ha reso un quinto!!!



Visto che il nostro orto quest'anno non è stato molto generoso, i nostri amici non sono arrivati a mani vuote:


Vittorino ci ha portato l'anguria, Patrik e Lorena una bustona di melanzane e zucchine. Lunedi le zucchine in parte le ho grigliate e in parte fatte a cubetti e messe in freezer per l'inverno. Ho grigliato anche un pò di melanzane e il resto ho deciso di farle sott'olio. Il procedimento è un pò lungo, le invasetterò domani. 


Al momento di preparare la cena le melanzane mi uscivano fuori anche dalle orecchie, ma ho fatto uno sforzo e con una melanzana bianca delle quattro che vedete ancora sul tavolo (e che persino il coltello si è rifiutato di affettare!!!) ho preparato due "parmigiane" monoporzione:



Le ortensie sono state il centro tavola del pranzo di domenica...sono quelle di nonna Afra.

E questa è la dolce Happy che, visto che a un certo punto Roger ha pensato bene di dileguarsi (a icchini adessi essiu?!), non ha avuto di meglio da fare che dormire sulla poltrona!



venerdì 19 luglio 2013

Viaggiatori a quattro zampe

Eccomi qua, dopo una lunga assenza! Non è stato un momento facile per me ma ora devo superarlo e riprendere a pubblicare qualcosa sul mio blog mi aiuterà. In più le vacanze sono vicine e l'aria di Sardegna mi farà bene! In effetti però mi rendo conto di non aver tanto da raccontare...sono stati due mesi tumultuosi e poco produttivi. Non ho combinato niente, prima per una cosa e poi per un'altra e allora, per farvi vedere qualcosa di carino vi faccio vedere che bella scenetta si è svolta ieri davanti casa:




Perchè Roger è cosi attratto da queste biciclette?



Ecco qua! Un cane viaggiatore assieme ai suoi proprietari!



Guardate come si metteva in posa per le foto! Assieme a mio marito gli abbiamo intervistati: erano olandesi, partiti 3 settimane fa da casa loro, in bici, diretti a Firenze! Si sono fermati a fare un pò di spesa nel negozietto davanti casa e poi proseguivano per Ferrara, dove avrebbero dormito in un campeggio. Dalla primavera tanti cicloturisti attraversano il nostro paesino perchè fa parte del circuito ciclabile Adige-Po. Per lo più sono olandesi ma sulle bici sventolano spesso anche bandiere inglesi. Io rimango sempre affascinata da queste coppie, si perchè in genere sono marito e moglie, tra i 50 e i 70 anni che partono avventurosamente ma fiduciosamente, diretti a Roma o a Firenze. E ogni volta con mio marito ci diciamo quanto gli stranieri siano diversi da noi italiani : e se ci rubassero le bici? E se dovessimo sentirci male in viaggio in un paese straniero? E cosa mangeremo? E per andare in bagno? E per fare la doccia quotidiana? Questa bella famigliola aveva appena fatto un tuffo in Adige...cane compreso!
Che bella la libertà...da provare almeno ogni tanto!!!

Abbiamo chiesto loro se volevano portare anche Roger a Firenze assieme a Luca (il cane si chiamava più o meno così!), per poi riportarcelo al rientro ma da Firenze torneranno a casa in treno quindi Roger è rimasto a casa...in attesa del suo terzo viaggio in Sardegna!
Al suo primo lungo viaggio aveva appena 4 mesi: Veneto - Sardegna passando per Civitavecchia:

Ed ecco Roger lungo il tragitto in macchina, molto interessato al paesaggio!!!


Roger a Occhiobello


a Cesena


a Mercato Saraceno


a Citta' di Castello


a Deruta, 
il nostro cane ama le ceramiche, vedete come era interessato!


a Todi,
invece non ha simpatia per Jacopone!


a Vetralla


a Tarquinia
ma Roger! E' una importante città di origini etrusche!!!


Dai sveglia, siamo quasi al porto


 un po di cambio alla guida


al porto di Civitavecchia davanti alla nostra nave


e il giorno dopo a casa in Sardegna...letteralmente spalmato sul pavimento fresco!!!
Povero amore...cosa vuol dire avere la mamma sarda!!!






giovedì 6 giugno 2013

Consigli

Qualche tempo fa capitai per caso su un bellissimo blog di una ragazza-signora napoletana emigrata al nord ed era veramente curioso leggere le sue "disavventure". Noi sardi siamo degli ibridi, non possiamo definirci meridionali perché certamente profondamente diversi da loro ma probabilmente per tanti aspetti più affini al popolo del Sud che a quello del Nord !!! Qualcuno trova affinità tra sardi e friulani...ma non conosco friulani, quindi non saprei dire. Comunque torniamo alla mia ricerca. Mi ricordavo che questa blogger raccontava di quando portava il suo bimbo al parco e di quanto, tra tutti gli altri, il suo le sembrasse proprio uno scugnizzo napoletano (nonostante il papà nordico). E poi raccontava degli episodi molto buffi sugli incontri con i suoi suoceri.
Comunque, pur digitando diverse parole chiave non sono riuscita a ritrovare quel blog ma ho trovato questi consigli che riporto perché possono essere utili a tutti: nuore e generi, suocere e suoceri. figlie e figli, mamme e papà.


Impara a liberarti di loro. «I genitori, quando diventano suoceri, fanno fatica a lasciare andare i figli per la loro strada. Ma le nuove coppie, a loro volta, non riescono a staccarsi davvero dalla famiglia d'origine. Per evitare contrasti e discussioni, la prima regola è quella di mettere in atto un'operazione di liberazione reciproca: in pratica, è necessario instaurare un nuovo tipo di relazione, non più fondata sulla dipendenza, ma sull'accoglienza, la partecipazione e la disponibilità»

Evita le abitudini consolidate. «Non bisogna mai trasformare le occasioni d'incontro in riti obbligatori: il pranzo della domenica, la cena di Natale, la festa di famiglia. Le tradizioni che non possono essere modificate diventano un vincolo pesante per tutti, una costrizione che annulla il senso dell'evento. Gli obblighi reciproci, invece, devono essere pochi e ben calibrati: in fondo, ci sono mille modi diversi di stare insieme senza l'imposizione del pranzo canonico».

Non squalificarli. «Spesso i genitori si offrono di aiutare i figli nelle faccende domestiche, ritrovandosi a fare gli idraulici, i cantinieri, i commessi o gli addetti alle pulizie. Se decidete di accettare il favore, mettetevi in testa che eseguiranno il compito a modo loro. Questo significa che dovete escludere a priori critiche e contestazioni: potete chiedere ai suoceri un favore, ma non pretendere che eseguano il compito come volete voi. Per evitare ogni problema, non demandate sempre i lavori che non sapete fare, ma chiedete che vi insegnino a eseguirli».

Rifiuta col sorriso. «La disponibilità dei suoceri può essere dilagante e questo rischia di farvi perdere il controllo della situazione e la vostra irrinunciabile autonomia. Cercate quindi di non reiterare le richieste, per evitare che diventino prestazioni automatiche, e imparate a rifiutare col sorriso offerte di collaborazione generose ma inopportune. Sul momento potrebbero restarci male, ma col tempo capiranno che la responsabilità della famiglia è solo vostra».

Scansa le alleanze deleterie. «Ogni coppia dispone di una doppia batteria di suoceri: i genitori di lei e quelli di lui. Entrambi fondano le proprie convinzioni sull'assunto che il proprio figlio sia il miglior prodotto presente sul mercato. Dall'altra parte, anche i figli pensano la stessa cosa dei rispettivi genitori e questo sistema di relazioni può diventare distruttivo. Certi ricordi nostalgici («i tortellini di mia madre», «il giardino che curava mio padre…») non devono essere mai utilizzati per instaurare alleanze sottobanco o per confronti odiosi che servono a squalificare i suoceri e, a volte, anche il partner. Meglio cercare di creare una comunità amichevole, dove le qualità di ognuno vengono esaltate senza sminuire quelle dell'altro».

Definisci i compiti. «I suoceri tendono a viziare i nipoti e fanno benissimo, perché questo il loro compito: se i genitori rappresentano la regola, i nonni sono l'eccezione. Per questo, è importante non impiegarli come genitori di complemento, magari riservandosi il diritto di critica se i loro interventi educativi non ci sembrano adeguati. I ruoli devono essere sempre ben definiti e accuratamente rispettati: solo così eviterete discussioni e conflitti».


Giampaolo Redigolo, sociologo

domenica 2 giugno 2013

Con la borragine - Cun su Piu Piu

Chi di voi, nella propria casa, ha già la tradizione del pranzo domenicale? Io no! Del resto per noi la domenica è l'unico giorno in cui possiamo prendercela comoda, dormire un pò di più o fare una gita. Io e mio marito a pranzo e a cena stiamo insieme tutti i giorni quindi non aspettiamo la domenica per "riunire la famiglia"!!! Ho chiesto "chi ha già" perché credo che questa usanza verrà, più avanti forse, quando saremo vecchietti a dieta per tutta la settimana e ci rifaremo nel giorno di festa con un pranzo abbondante! Diciamo invece che adesso usiamo la domenica per stare un pò più leggeri!  Tutto questo per farvi vedere cos'ho preparato per pranzo sabato:



Risotto alla borragine


Lattughina da taglio (dell'orto) con fiori di borragine




Formaggio con pane integrale appena sfornato e la prima carotina, equamente divisa in tre (Roger va matto per le carote)




E anche il dessert, visto su una foto pubblicata da Pamela e copiato con quello che mi offriva il mio "boscorto"...banane escluse!



E poi caffè in giardino, con qualche crocetta, aspettando l'ora di partire per andare a lavoro. Eh si, questa settimana mi toccava il sabato pomeriggio.