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domenica 25 novembre 2012

Al frantoio









Tutto il ciclo di lavorazione dura circa un'ora e allora cosa fare al frantoio?

Si può ammirare una bella esposizione di stoviglie, cestini e attrezzi antichi:





 Visitare un frantoio d'altri tempi:




  Fare due coccole a due splendidi cagnolini:




 Ma quello che non si può proprio fare a meno di fare è: guardare "le olive degli altri":








Ho anche avuto modo di rivedere con tanto piacere un vecchio compagno di classe che non vedevo dal giorno del diploma, carino e affettuoso come sempre...anche se con tanti capelli di meno!!!

E finalmente, ecco il nostro profumatissimo e verdissimo olio extra vergine d'oliva:


La raccolta

Finalmente quest'anno sono riuscita ad essere a casa per la raccolta delle olive. A parte qualche nuvolone e qualche goccia di pioggia il tempo ci è stato favorevole, la temperatura era ideale e i colori e il paesaggio che ci circondava rendeva il tutto meraviglioso! I nostri ulivi hanno più di 50 anni ma prima che gli acquistassimo erano stati parecchio trascurati quindi il raccolto è ancora abbastanza scarso ma per noi è sufficiente per avere la provvista di olio per tutto l'anno. In 10 giorni, con papà, mamma e zio Tonino abbiamo raccolto il grosso, dando la precedenza alle piante più ricche di frutti. E' una bella fatica ma che soddisfazione...















Dimenticavo...grazie anche a Lara per il suo indispensabile aiuto:


e anche a mio cugino Mattia, zia e zio per l'ottima cenetta preparata per noi lavoratori!

Gli ulivi sono alberi meravigliosi, chiedono così poco e danno così tanto. Agli ulivi e all'olio d'oliva sono legate tradizioni e leggende, pensare che possono vivere centinaia di anni è straordinario. Al frantoio ho letto una splendida frase che qui voglio riportare:

"Se qualcuno avrà sradicato o avrà
abbattuto un olivo, sia di proprietà 
dello stato sia di proprietà privata,
sarà giudicato dal tribunale e
se sarà riconosciuto colpevole
verrà punito con la pena della morte."
ARISTOTELE, Costituzione degli Ateniesi

E mi sono ricordata di una strana sensazione provata anni fa in un vivaio, passeggiando tra meravigliosi ulivi pugliesi, in vendita in Veneto, dentro enormi vasi. Avevo provato sgomento e tristezza pensando a chi commercia questi meravigliosi essere viventi, sradicandoli dalla terra in cui hanno vissuto per cento anni e più per essere acquistati da chi vuole esibirli nel proprio giardino.
Mi auguro di non dover mai sradicare e vendere uno dei nostri ulivi.